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Adobe e la release Flash “Square”: supporto ai 64bit per Windows, Linux e Mac

flash player 150x150 Adobe e la release Flash Square: supporto ai 64bit per Windows, Linux e Mac

Dopo le molte critiche per le falle di vulnerabilità di cui soffre e dopo le polemiche sollevate dalla comunità, soprattutto Linux, allo scarso supporto e alla poca efficienza per sistemi a 64bit ecco che Adobe rilascia un’ultima versione del suo Flash player: Square.

Contemporaneamente al rilascio di Internet Explorer 9 è stato annunciata anche la nuova versione di Flash che potrebbe essere più performante del 35% su IE a confronto alle versioni precedenti. Avete capito bene, su IE ma sugli altri browser?

Staremo a vedere. Al momento non posso disporre di un’architettura a 64bit quindi sarei contento se mi segnalaste le vostre considerazioni con questa nuova versione il cui download è disponibile per Windows, LinuxMac. Naturalmente troverete anche la versione per i 32bit.

Chi ha installato Ubuntu può testare tranquillamente la nuova versione seguendo questi semplici passaggi:

  • Scaricate l’archivio di Flash Player Square da questo link
  • avviate nautilus come utente root digitando: gksu nautilus /usr/lib/adobe-flashplugin/
  • copiate adesso il file “libflashplayer.so” in /usr/lib/adobe-flashplugin/ (effettuate sempre il backup del precedente file)
  • se questa cartella non esiste, provate allora le directory /usr/lib/flashplugin-installer/ o/usr/lib/flashplugin-nonfree/ poiché dipende da come e dove avete installato la precedente versione di flash

Chi ha installato Windows, Mac o altre versioni Linux può scaricare tutto dal seguente indirizzo:

Download Flash Square

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Un bel tema in stile Ubuntu Ambiance per Windows XP

Spesso troviamo online dei temi Windows che emulano Mac, Linux che emulano Mac, Linux che emulano Windows, adesso per la prima volta, ho trovato un tema per Windows XP che riproduce il tema Ambiance di Ubuntu 10.10 Maverick!

In fondo troverete il link per il download.

Un bel tema in stile Ubuntu Ambiance per Windows XP Un bel tema in stile Ubuntu Ambiance per Windows XP

Download Ubuntu Light for Windows XP

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Linux / Unix : VI Editor: scarica il cheat sheet con tutti i comandi

Beginner 039 s Vi Editor Guide 2 Linux / Unix : VI Editor: scarica il cheat sheet con tutti i comandi

Chiunque lavori su server Unix/Linux prima o poi dovrà imbattersi in VI, l’editor testuale nato nel 1976 ed oggi ampiamente utilizzato grazie alla sua enorme flessibilità e per il fatto che funziona soltanto in modalità a caratteri da linea di comando. Purtroppo le combinazioni di tasti da premere per accedere alle diverse funzioni sono abbastanza complesse e necessitano di una notevole attenzione per essere gestiti a dovere. Eccovi quindi l’elenco dei comandi disponibili su VI pronto da scaricare e stampare:

fa352b43b418a2a583615c341b318246 Linux / Unix : VI Editor: scarica il cheat sheet con tutti i comandi

In alternativa potete anche scaricare la versione PDF

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Dieci comandi che non dovete eseguire mai in Linux

Come sapete benissimo la shell di Linux è uno strumento potentissimo, tutte le operazioni amministrative si possono eseguire da linea di comando.
Ci sono dei comandi che non devono essere eseguiti pena delle conseguenze disastrose che si possono avere.

I comandi che seguono hanno come conseguenza la cancellazione del contenuto della propria cartella o anche di tutto il disco in funzione di chi li esegue
sudo rm -rf /
rm -rf .*
dd if=/dev/zero of=/dev/sda
mkfs.ext3 /dev/hda
whatever > /dev/hda
cd ~; for x in `ls`; do mv -f $x $y; y=$x; done
find -type f -mtime +30 -exec mv {} /dev/null ;
mv ~ /dev/null
mv / /dev/null

linux penguin big origpreview 150x150 Dieci comandi che non dovete eseguire mai in Linux

Il seguente comando comporto l’impossibilità di eseguire comandi con i permessi di root
rm -f /usr/bin/sudo;rm -f /bin/su

Ovviamente se volete testarli comunque,  esercitatevi su una macchina virtuale creata proprio per lo scopo visto che altrimenti il sistema sarà inutilizzabile.

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Linux – Quattro metodi per aprire documenti PDF

Gli utenti Linux possono disporre di una versione di Adobe Reader per aprire i documenti i file PDF ma molti denotano problemi con funzionalità indispensabili come la stampa.

Ci sono molte valide alternative e oggi ne propongo ben quattro.

La prima applicazione che si può utilizzare per aprire i file pdf è Okular, uno strumento molto buono che oltre alla visualizzazione dispone di funzionalità più evolute come la possibilità di zoomare sulle zone del documento, inserire delle comode note nei file e copiare testo in modo rapido e pratico.

okular backend pdf 1 300x237 Linux – Quattro metodi per aprire documenti PDF

La seconda applicazione per gestire i documenti pdf in Linux che propongo è ePDFViewer, applicazione basata sulle librerie GTK+ e Poppler che si rivela molto leggera e veloce.
Dispone di funzionalità molto elementari, mancano infatti delle opzioni come la visualizzazione delle anteprime nella barra laterale.

Un’alternativa più sostanziosa è Evince, il visualizzatore di default per Gnome, decisamente molto stabile e ottimamente integrato con il Desktop.
Oltre ai file PDF, Evince consente di aprire Postscript, djvu, tiff e divi.

Ultima alternativa è XPDF, un’applicazione che consente di leggere i file PDF utilizzando un’interfaccia spartana ma molto funzionale.

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Linux : Utilizzare il famoso social network Twitter dalla linea di comando

Ci sono molti metodi per utilizzare Twitter senza passare per il sito ufficiale, l’uso di Twitter tramite la linea di comando è uno di questi.

Per usare Twitter dalla linea di comando in Linux occorre eseguire queste operazioni
-Installare Curl
sudo apt-get install curl

-Creare uno script con il seguente contenuto e salvarlo in un percorso incluso in $PATH

#!/bin/bash
curl -u USER:PASS -d status=”$*”
http://twitter.com/statuses/update.xml > /dev/null
echo “Message sent!”

USER e PASS saranno sostituiti con il nostro nome utente e la nostra password di Twitter.

-Modificare i permessi dello script in modo che sia eseguibile
chmod 755 ./twitter.sh

-Adesso è possibile eseguire lo script usando come parametro il messaggio da inviare
./twitter.sh Prova

twitter 300x110 Linux : Utilizzare il famoso social network Twitter dalla linea di comando

Un modo pratico per usare Twitter senza lasciare la linea di comando.

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Verificare l’utilizzo del disco alla ricerca di file grandi in Linux

Attualmente, tutti noi abbiamo dei dischi rigidi di grandi dimensioni, anche dell’ordine di TB, terabyte,  ma può comunque accadere di avere problemi di spazio e in questi casi è buona regola verificare l’utilizzo del disco alla ricerca di file di grandi dimensioni.

Questa operazione la possiamo eseguire in Linux da linea di comando in modo piuttosto pratico.

Il primo comando da utilizzare è df con il quale possiamo vedere quanto spazio è occupato sui diversi filesystem.
Combiando df con sort potremo ordinare il risultato del comando così da mostrare i filesystem con la maggiore percentuale di spazio occupato in fondo alla lista.

linuxspazio11 Verificare lutilizzo del disco alla ricerca di file grandi in Linux

-n cioè vogliamo che gli elementi devono essere ordinati numericamente.
-k 5,5 l’ordinamento deve essere fatto in base al quinto campo che indica la percentuale di utilizzo.

Quando abbiamo identificato quale filesystem ha problemi di spazio occorre capire quali sono le cartelle di maggiori dimensioni.
Il comando che ci serve per eseguire questa operazione è du con il quale possiamo avere una lista con lo spazio occupato dalle cartelle presenti nel filesystem.

linuxspazio2 Verificare lutilizzo del disco alla ricerca di file grandi in Linux

Con l’uso di questo comando riusciremo a vedere i cinque file o directory che occupano maggiore spazio.

Un altro comando da utilizzare se siamo alla ricerca di cosa causa la mancanza di spazio su un disco fisso è find.
Per mezzo di  find possiamo cercare tutti i file con una dimensione superiore a un determinato valore specificando usando questa sintassi.

linuxspazio3 Verificare lutilizzo del disco alla ricerca di file grandi in Linux

Nel caso in esempio, verranno cercati tutti i file con una dimensione superiore a 20 mb è ovvio che potrete specificare qualsiasi dimensione.

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Come vedere se la versione di Linux che abbiamo è a 32 o 64 bit

Può tranquillamente accadere che dobbiamo lavorare su un computer e non sappiamo se su di esso è installata una distribuzione Linux a 32 bit o a 64 bit.

Reperire questa informazione è  molto facile poiché è sufficiente digitare questo comando nel terminale
uname -m

linux penguin big origpreview 150x150 Come vedere se la versione di Linux che abbiamo è a 32 o 64 bit

Se nel risultato del comando abbiamo i686 vuol dire che stiamo lavorando su una versione di Linux a 32 bit invece se nel risultato abbiamo x86_64 stiamo operando su un computer su cui è stata installata una versione di Linux a 64 bit.

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Procedura per installare Safari 4 su piattaforma Ubuntu

Safari è il browser standard in Mac OS X,  è disponibile anche la versione per utenti Windows ma non per Linux.
Gli appassionati di sistemi operativi alternativi a Windows potranno comunque installare e utilizzare Safari 4 in Ubuntu per mezzo di Wine.
safari Procedura per installare Safari 4 su piattaforma Ubuntu Per poter installare correttamente Safari 4 in Ubuntu occorre eseguire queste poche operazioni
-Verificate che Wine sia installato e installatelo se non è disponibile.
sudo apt-get install wine

-Scaricate winetricks.wget http://www.kegel.com/wine/winetricks

-Installate winetrick e corefonts.
sh winetricks corefonts

-Scaricate la versione per Windows di Safari dal sito ufficiale.

-Accedete dal terminale alla cartella in cui si è salvato il file di installazione e eseguite questo comando
wine SafariSetup.exe

-Installate Safari togliendo la spunta alle opzioni relative all’installazione di Bonjour e agli aggiornamenti automatici.
Terminata la procedura di installazione sarete in grado di eseguire l’applicazione, al primo avvio il programma subirà un blocco a causa dell’animazione di benvenuto ma le altre esecuzioni dovrebbero funzionare correttamente.

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Logrotate è un’utility molto comoda per gestire dei log in Linux

Logrotate è un’utility molto comoda per gestire dei log in Linux, consente di disporre di molte opzioni come la rotazione automatica, la compressione e l’invio tramite e-mail dei file di log.
I log li possiamo ruotare ogni ora, giorno, settimana o mese.

Logrotate è installato già in quasi tutte le distribuzioni ed è eseguito tramite cron.

I due file più importanti di questa utility sono /etc/logrotate.conf e/var/lib/logrotate.status.
In altri sistemi potrete  trovare /var/lib/logrotate/status invece di /var/lib/logrotate.status.

/etc/logrotate.conf è il file contenente la configurazione dello strumento invece nel secondo file abbiamo le informazioni relative all’ultima rotazione dei log.
Le opzioni disponibili in /etc/logrotate.conf vengono usate come default per gestire i log ma possiamo specificare impostazioni differenti da applicare a ogni file di log aggiungendo i file di configurazione nella cartella/etc/logrotate.d.

linux penguin big origpreview 150x150 Logrotate è unutility molto comoda per gestire dei log in Linux

Le opzioni più importanti che troviamo in /etc/logrotate.conf sono:
rotate <num> – Il numero di volte che i log ruoteranno prima di essere rimossi.
daily – La rotazione deve essere effettuata ogni giorno.
weekly – La rotazione deve essere effettuata ogni settimana.
monthly – La rotazione deve essere effettuata ogni mese.
notifempty – Non eseguire la rotazione se il log risulta vuoto.
compress – Comprimere il file dopo la rotazione.
delaycompress – Rinviare la compressione alla prossima rotazione.
missingok – Se non risulta presente un log non deve essere generato un errore ma l’operazione deve essere continuata con il file successivo.
create <mode> <owner> <group> – Dopo la rotazione viene creato un nuovo file con queste caratteristiche.

Il file /etc/logrotate.conf sarà quindi uguale al seguente

weekly

# keep 4 weeks worth of backlogs
rotate 4

# send errors to root
errors root
# create new (empty) log files after rotating old ones
create

# uncomment this if you want your log files compressed
#compress
1
# RPM packages drop log rotation information into this directory
include /etc/logrotate.d

# no packages own lastlog or wtmp –we’ll rotate them here
/var/log/wtmp {
monthly
create 0664 root utmp
rotate 1
}

/var/log/lastlog {
monthly
rotate 1
}

Da notare la presenza dell’opzione include /etc/logrotate.d.
Questo settaggio dice che le applicazioni che generano log possono utilizzare logrotate inserendo un file di configurazione in questa cartella.

Installando apache viene creato un file httpd con un contenuto del tipo:

/var/log/httpd/*log {
missingok
notifempty
sharedscripts
postrotate
/sbin/service httpd reload > /dev/null 2>/dev/null || true
endscript
}

In questo file  notiamo un parametro: postrotate.
Le opzioni prerotate e postrotate consentono di specificare gli script da eseguire prima e dopo la rotazione dei log.
Un’altra utile opzione è sharedscripts con la qualche si specifica che lo script deve essere eseguito solo una volta e non per tutti i file di cui si esegue la rotazione.
In apache i file di log rotati sono più di uno ma lo script esegue solamente il reload di apache e quindi non occorre che venga eseguito due volte.

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maggio: 2012
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