Archivi per la categoria ‘Linux’
Come copiare i file con Scp
Scp funziona in modo identico a rcp con l’ulteriore funzione di crittografia dei dati durante il trasferimento, di conseguenza consente di copiare i nostri file in modo sicuro tra due computer.
La sintassi del comando è il seguente:
scp <origine> <destinazione>
<origine> indica il file o la directory che devono esseere copiati.
<destinazione> indica dove devono essere copiati.
Per copiare il file test.log dal nostro computer al computer remoto denominato server1 nella cartella /tmp utilizziamo questo comando:
# scp ./test.log root@server1:/tmp
Per copiare invece il file test-log utilizziamo:
# scp root@server1:/tmp ./test.log
Scp supporta molte utilità, da segnalare sono:
-P porta
Specifica la porta da utilizzare per collegarsi al computer remoto
-p
Mantiene le informazioni del file di origine relative all’ora di modifica e accesso.
-r
Copia le directory contenute nella directory selezionata
-S programma
Specifica il programma da utilizzare per la connessione
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Risolviamo l’errore Grub Error 15: sistema Linux
L’errore Grub Error 15 possiamo trovarlo durante la configurazione iniziale quando installiamo Grub nel master boot record o quando tentiamo di avviare Linux.

Per individuare il nome preciso del file occorre avviare il sistema utilizzando il cd di installazione ed effettuare il mount della partizione di root.
Adesso sarà possibile eseguire il chroot del sistema e verificare i file presenti.
# cd /boot
# ls
Questo comando elenca tutti i kernel rilevati nella partizione di boot.
L’errore può presentarsi se si è configurato Grub con la partizione di boot al posto di quella di root.
In questo caso occorrerà digitare c al prompt di Grub e eseguire i seguenti comandi
grub> root (hd0,1)
(hd0,1) specifica la partizione di boot
grub> kernel /boot/vmlinuz-2.6.XX-xx-generic
grub> initrd /boot/initrd.img-2.6.XX-xx-generic
grub> boot
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LuckyBackup è un programma molto facile da utilizzare, per effettuare backup con il sistema operativo Linux.
Per operare il backup dei nostri dati su Linux è stato ideato un ottimo software, totalmente gratuito, specifico per questo nobile obiettivo.
LuckyBackup è un programma molto facile da utilizzare, ottimo anche a chi è alle prime armi con il sistema operativo Linux. Installatelo e dovrete soltanto cliccare su ‘Add’, selezionare le cartelle di origine e destinazione e il programma effettuerà, in automatico il backup.

Qualora siate già degli utenti più esperti potreste sfruttare ottimamente tutte le opzioni avanzate cliccando sul ‘Advanced’ , con le quali potrete impostare backup remoti e pianificare operazioni, come ad esempio l’effettuazione di backup programmati in base al giorno e all’orario.
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Gli step per installare Nginx e PHP FPM su Ubuntu Lucid Lynx
Nginx sta crescendo moltissimo come popolarità ed affidabilità e si sta proponendo come alternativa ad Apache: i dati parlano chiaro, da diversi benchmark effettuati, Nginx risulta essere molto più leggero e veloce del famoso concorrente che a volte è afflitto da memory leak, i quali possono determinare un consumo di memoria rilevante. Se poi Nginx lo utilizzate in coppia con PHP FPM (FastCGI Process Manager), una release di PHP specificamente realizzata per siti ad intenso traffico, allora la differenza con la solita configurazione Apache+PHP diventa sostanziale.
Sappiamo tutti come l’installazione di Nginx sia abbastanza complicata poiché richiedeva la compilazione di diversi moduli, ma adesso possiamo installare questo ottimo http server in abbinamento con PHP FPM, molto rapidamente per mezzo del noto comando apt-get.
Nello specifico vediamo gli step per installare Nginx e PHP FPM su Ubuntu Lucid Lynx:
- Iniziamo con l’installazione di Nginx:
sudo apt-get install nginx
- Adesso modifichiamo il file di configurazione di default:
sudo vim /etc/nginx/sites-available/default
inserendo questo contenuto:
server { listen 80; server_name localhost; access_log /var/log/nginx/localhost.access.log; ## Default location location / { root /var/www; index index.php; } ## Images and static content is treated different location ~* ^.+.(jpg|jpeg|gif|css|png|js|ico|xml)$ { access_log off; expires 30d; root /var/www; } ## Parse all .php file in the /var/www directory location ~ .php$ { fastcgi_split_path_info ^(.+\.php)(.*)$; fastcgi_pass backend; fastcgi_index index.php; fastcgi_param SCRIPT_FILENAME /var/www$fastcgi_script_name; include fastcgi_params; fastcgi_param QUERY_STRING $query_string; fastcgi_param REQUEST_METHOD $request_method; fastcgi_param CONTENT_TYPE $content_type; fastcgi_param CONTENT_LENGTH $content_length; fastcgi_intercept_errors on; fastcgi_ignore_client_abort off; fastcgi_connect_timeout 60; fastcgi_send_timeout 180; fastcgi_read_timeout 180; fastcgi_buffer_size 128k; fastcgi_buffers 4 256k; fastcgi_busy_buffers_size 256k; fastcgi_temp_file_write_size 256k; } ## Disable viewing .htaccess & .htpassword location ~ /\.ht { deny all; } } upstream backend { server 127.0.0.1:9000; } - Prima di installare PHP effettuiamo l’update:
sudo apt-get update
- Adesso procediamo con questo comando per installare PHP:
sudo apt-get install php5-cli php5-common php5-suhosin
- Per installare PHP-FPM occorre aggiungere prima un repository esterno. Lanciate, nell’ordine, i seguenti comandi:
add-apt-repository ppa:brianmercer/php
sudo apt-get update && sudo apt-get install php5-fpm php5-cgi
- Adesso riavviate Nginx per essere certi che tutte le nuove configurazioni siano ricaricate:
sudo /etc/init.d/nginx restart
- Se dovete modificare il php.ini ricordatevi di riavviare anche PHP-FPM:
sudo /etc/init.d/php5-fpm restart
- Per accertarvi del buon funzionamento della configurazione create in /var/www il file index.php con il seguente contenuto:
<?php phpinfo(); ?>
Adesso effettuate un test, aprite il browser provate ad accedere alla root del nuovo web server: se tutti i passaggi sono stati effettuati correttamente vedrete la mitica pagina informativa di PHP
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Finalmente disponibile Code::Blocks 10.05, l’IDE freeware per C/C++
I programmatori C/C++ sanno di cosa sto parlando: assieme a DevC++, CodeBlocks è certamente il miglior IDE (ambiente di sviluppo integrato) freeware disponibile online, per creare applicazioni consolle o grafiche nel linguaggio di programmazione più diffuso al livello mondiale.
Ora è finalmente disponibile una nuova versione 10.05.
CodeBlocks è disponibile per Windows e Linux, vediamo insieme le novità e il sito per prelevarlo gratuitamente.
CodeBlocks si rinnova: ecco a voi la versione 10.05
Il software è opensource e rilasciato sotto licenza GPL. Come dicevo prima, è sicuramente il prodotto maggiormente utilizzato in qualsiasi ambito per la programmazione in C e nel suo linguaggio gemello a oggetti, il C++.
La versione per Windows è grande circa 74 mb, ed è comprensiva del compilatore MingW (basato su GCC). Per il download, basta seguire il link quisotto:
Download | CodeBlocks 10.05 (per Windows, in lingua italiana)
La versione per Linux è prelevabile direttamente dal menu Applicazioni (questo per gli utenti Ubuntu), andando su Ubuntu Software Center e cercando CodeBlocks. Potreste aver bisogno di scaricare e installare a parte GCC. Per gli altri download, sorgenti e altro visitate tranquillamente il sito ufficiale: www.codeblocks.org
L’ultima versione è stata potenziata con nuove funzioni ed adesso è giudicata molto più stabile della precedente. Il sito web, comunque, non ha pubblicato nessun changelog con tutte le differenze rispetto alla versione 8.
Vi suggerisco di testarlo di persona, poiché rappresenta uno strumento eccezionale per programmare su Windows e Linux.
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Gnome: scorciatoie da tastiera (hotkeys) da conoscere assolutamente
A volte siamo costretti ad utilizzare il nostro netbook in posizioni scomode che non ci permettono di usare nemmeno il nostro caro mouse. Ovviamente i progettisti dei desktop managers sanno di queste ipotetiche situazioni, ecco perché introducono la possibilità di accedere a degli elementi del sistema direttamente dal desktop, per mezzo di una pratica combinazione di tasti (le mitiche hotkeys). Purtroppo non sono molti ad essere a conoscenza di questa funzionalità che, spesso, risulta molto comoda. Ora vi elenco le funzioni accessibili dal desktop di GNome, e delle scorciatoie da tastiera.
- ALT+F2 – Esegui Comando: comodissimo, potremo eseguire ogni applicazione presente sul sistema senza usare il mouse. Sara sufficiente scrivere nella finestra il nome dell’eseguibile dell’applicazione da avviare.
- ALT+F1: apertura istantanea del menu di sistema Applicazioni, nel sarà possibile navigare anche con la tastiera.
- ALT+STAMP (o PntScr): per effettuare uno screenshot alla finestra corrente.
- STAMP (o PntScr): per effettuare uno uno screenshot di tutto lo schermo.
- CTRL+ALT+D – minimizza: minimizza tutte le finestre aperte sul desktop. Un’altra pressione ed avremo l’effetto opposto.
- CTRL+ALT+Freccia Destra – cambia desktop: cambia il desktop corrente con quello a destra.
- CTRL+ALT+Freccia Sinistra – cambia desktop: cambia il desktop corrente con quello a sinistra.
- CTRL+ALT+Freccia giù: potremo vedere una panoramica dei nostri desktop, e potremo navigare tra questi tenendo premuto CTRL+ALT e, a seconda di dove ci vogliamo spostare, aggiungendo la freccia destra o quella sinistra.
Il consiglio e quello di abituarvi ad usare le hotkeys: sono incredibilmente comode.
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Installiamo Lives 1.3.2 su piattaforme Ubuntu 9.10 o Ubuntu 10.04
Lives è un buon software progettato per l’editing video disponibile sotto licenza GPL e disponibile anche per Ubuntu.
Tagliare, modificare, inserire effetti speciali e molto altro è semplice e pratico grazie all’interfaccia decisamente intuitiva e alla moltitudine di opzioni e strumenti a disposizione del programma. Altro ottimo software per l’editing video su linux è OpenShot.
Lives è attualmente alla versione 1.3.2 e per installarlo su Ubuntu 9.10 Karmic o Ubuntu 10.04 Lucid utilizzeremo i repository ufficiali.
Apriamo il terminale e digitiamo:
sudo add-apt-repository ppa:hrickards/lives && sudo apt-get update
Se non abbiamo mai installato Lives allora lo possiamo installare con il comando:
sudo apt-get install lives
oppure se dobbiamo aggiornare la versione sarà sufficiente andare nel gestore degli aggiornamenti di sistema e troveremo l’aggiornamento che ci occorre.
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Guida/Tutorial su Linux/Unix: incrementiamo la priorità dei processi in esecuzione.
Oggi scopriremo un trucco molto utile: impostare manualmente la priorità dei processi in esecuzione. Andiamo nel dettaglio, e vediamo come agire.
Pensiamo di possedere un sistema ad un solo processore.
Unix (soprattutto Linux) , come tutti sanno, è un sistema in grado di eseguire diverse operazioni in contemporanea (multitasking)…solo apparentemente,però!
Infatti una bella fetta del lavoro viene effettuato dal processore, che si occupa di eseguire i processi e di gestire le operazioni multiple, suddividendo il tempo dedicato ai processi in esecuzione in contemporanea in base ad una scala di misura che, in unix, si chiama NICE.
Il valore NICE è un numero intero associato ad ogni processo, che può avere valori da -20 a +20 , che cambia con questo criterio : più tempo il processore deve dare al processo, più basso deve essere il valore di NICE associato e, quindi, più veloce sarà l’esecuzione del processo in oggetto.
Facciamo un esempio, se avviamo in contemporanea due istanze del programma sort (che ordina un file) sullo stesso file, la prima con un nice -15 e la seconda con nice +10, nonostante siano state avviate contemporaneamente, la prima istanza sarà molto più veloce della seconda.
Facciamo un esempio pratico.
Apriate un terminale,e scrivete
ps al
L’output sarà:
malefika:~$ ps al
F UID PID PPID PRI NI VSZ RSS WCHAN STAT TTY TIME COMMAND
0 0 1061 1 2 0 0 1704 472 n_tty_ Ss+ tty2 0:00 /sbin/getty
0 0 1660 1 2 0 0 1704 476 n_tty_ Ss+ tty1 0:00 /sbin/getty
Guardate la colonna COMMAND e la colonna NI: la prima evidenzia il pathname del processo, la seconda il valore di NICE. Vedremo che i processi di sistema in esecuzione hanno tutti la stessa priorità (il valore di NICE è a 0 in tutti). Guardiamo la process list completa. Il comando per questo è
ps xal
Vediamo un pezzo dell’ output:
malefika:~$ ps axl
F UID PID PPID PRI NI VSZ RSS WCHAN STAT TTY TIME COMMAND
4 0 1 0 20 0 2632 1520 poll_s Ss ? 0:01 /sbin/init
1 0 2 0 15 -5 0 0 kthrea S< ? 0:00 [kthreadd]
1 0 3 2 -100 - 0 0 migrat S< ? 0:00 [migration]
1 0 4 2 15 -5 0 0 ksofti S< ? 0:02 [ksoftirqd]
5 0 5 2 -100 - 0 0 watchd S< ? 0:00 [watchdog/]
1 0 6 2 15 -5 0 0 worker S< ? 0:00 [events/0]
Avete visto come cambiano i valori? Ci sono dei processi che hanno già priorità più elevata rispetto a quelli visti prima.
NB : priorità alta = NICE basso.
Adesso vediamo come gestire la priorità da riga di comando. Lo possiamo fare in due modi:
- Vogliamo aumentare/diminuire la priorità prima di mandare il processo in esecuzione, e desideriamo eseguirlo con la priorità che abbiamo deciso: è semplice, infatti il nice, oltre che un indice, è anche un comando shell. Il comando nice è utile per aggiungere/sottrarre la quantità specificata nell’argomento -n. Di standard ogni programma parte con valore di nice uguali a 0. Quindi se, ad esempio, desideriamo ordinare un file di testo con un numero su ogni linea, in ordine crescente , con priorità elevatissima ( -15, il massimo è -20), scriveremo:
-
nice -d -15 sort -n file_di_testo.txtOppure:
nice -d <incremento_o_decremento> <comando> <argomenti_comando> - Desideriamo aumentare/diminuire la priorità di un processo che è già in esecuzione: adesso abbiamo bisogno del pid e del valore corrente del nice di questo processo. Immaginiamo di voler modificare la priorità del processo nautilus. Da shell, diamo il comando:
ps axl | grep nautilusFacciamo attenzione alla terza ed alla sesta colonna : il pid e il nice del processo. L’output sarà:
malefika:~$ ps axl | grep nautilus
0 1000 1938 1834 20 0 92924 31260 poll_s S ? 0:19 nautilusIl pid del nautilus è 1938,e il nice precedente è 0. Immaginiamo di voler rallentare l’esecuzione, diminuendo la priorità. Dobbiamo aggiungere, ipotizziamo, 10 al valore del nice di nautilus corrente, e lo faremo con il comando renice:
renice 10 -p 1938In generale:
renice <incremento_o_decremento> -p <pid_processo>
Se volete modificare la priorità dei vari processi, fatelo solo se ne avete realmente necessità, ed attenzione a quello che combinate dietro ai server, se maneggiate in malo modo il nice, potreste bloccare il sistema.
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Come eliminare i file inutili con Linux.
BleachBit è un programma che consente di mantenere pulito ed efficiente il nostro sistema Linux, eliminando i file “inutili” e aiutandoci anche a tenere alto il livello della nostra privacy. E’ disponibile sia per sistemi Linux che per Windows.
Attualmente è il solo programma di Linux che consente di elaborare una pulizia totale, infatti il software pulisce il nostro pc da: cookies, cache, cronologia navigazione internet, localizzazione, logs, file temporanei, e molto altro. Ha una pratica interfaccia grafica che consente di vedere l’anteprima dei file da cancellare.
L’installazione è comoda e veloce. Appena scaricato, ci sono file binari compatibili per Ubuntu, Fedora, CentOS, Mandriva, Debian, openSUSE, RHEL e SLED. Possiamo installare il programma direttamente dal repository per mezzo del comando apt-get install bleachbit su Ubuntu e il comando yum install bleachbit su Fedora.
Quando utilizzerete Bleachit per la prima volta, la finestra preferenze si apre insieme a quella principale, mostrandoci tre schede da configurare:
- Generale: Se tenete veramente alla vostra privacy, potrete selezionare la casella di file di sovrascrittura per nascondere il contenuto. Questa procedura sovrascrive i file eliminati in modo tale che il loro contenuto non potrà più essere visualizzato.
- Unità: Aggiungere un disco (directory) da inserire nella sovrascrittura di spazio libero.
- Lingue: Tutte le lingue saranno eliminate, tranne quella selezionata.
Se usato in modo corretto, Bleachbit manterrà il nostro pc privo di file ingombranti ed inutili. BleachBit non è certamente un tool fondamentale, ma è molto utile e comodo.
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Effettuare un montaggio video su Linux, facile con OpenShot v1.0
Se siete utenti Linux/Ubuntu con l’hobby del montaggio e dell’editing video questo è il software che fa per voi. Il programmatore Jonathan Thomas lo ha etichettato come il miglior software di montaggio video per la comunità Linux.
OpenShot è un software open source di editing video non lineare per Linux.
Recentemente è stata rilasciata la versione 1.0 di OpenShot con molte nuove caratteristiche e feature aggiuntive.
La precisione complessiva degli strumenti è stata notevolmente migliorata.
Nuovi pulsanti sono stati modificati e rivisitati come quello del “chroma key”, e la velocità di visualizzazione dei singoli fotogrammi ora è più fluida e stabile.
Sono state aggiunte ben 28 nuove transizioni video e sono disponibili ora anche 29 nuovi titoli (sia in formato 4:3 e 16:9). Inoltre, i titoli sono di qualità superiore, con risoluzione fino a 1080p.
L’Editor del titolo ci mostrerà automaticamente i titoli adattandoli alle proporzioni del video. Praticamente non dovremo più schiacciare o allungare i titoli.
Aggiunti nuovi Temi (theme) . Due nuovi temi sono stati aggiunti, per un totale complessivo di 4 temi. Un tema semplice, con icone più piccole per i piccoli schermi e altri con effetti di trasparenza e lucido.
E’ disponibile ora il nuovo profilo HDV 720p a 24 fps per le telecamera in alta definizione e l’interfaccia di OpenShot è cambiata notevolmente.
Il software ora supporta nuove lingue straniere per un totale di ben 42 lingue.
Ma vediamo come istallarlo. Recatevi al sito per ulteriori informazioni, ma adesso vediamo in pochi semplici step come istallare OpenShot dal Terminale.
Apriamo il Terminale e scriviamo:
sudo add-apt-repository ppa:jonoomph/openshot-edge && sudo apt-get update
Adesso lo istalliamo digitando:
sudo apt-get install openshot
Ora dovreste avere istallato Openshot alla nuova versione sulla vostra distribuzione Linux.
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