Archivi per la categoria ‘Linux’

Videogiochi LINUX – Counter Strike: Source, Psychonauts e Closure

Valve continua a sviluppare il suo progetto - Steam per Linux: i giochi implementati ultimamente sono davvero tanti, ai quali si aggiungono capolavori come “Counter Strike: Source”, famoso come CS:S: il gameplay è simile a Counter Strike, è un FPS (sparatutto in prima persona) basato sulla lotta tra terroristi forze governative speciali.

 Steam Logo 300x300 Videogiochi LINUX   Counter Strike: Source, Psychonauts e Closure

 

Nato come mod gratuita di Half Life, CS:S è stato poi incorporato da Valve e deve il suo nome al motore grafico utilizzato per il rendering del gioco, Source, il medesimo di Half Life 2.

videogioco linux counter strike source 460x300 Videogiochi LINUX   Counter Strike: Source, Psychonauts e Closure

Sempre, Valve ha reso disponibili anche Psychonauts e Closure: il primo è un platform-game con ambientazioni decisamente surreali  – per il fatto che ci sono personaggi non giocanti, mentre il secondo è un puzzle game molto divertente.

Nota bene: i giochi non compaiono nei risultati di ricerca per sistema operativo, se da Steam selezionerete “Linux”; i giochi sono comunque disponibili, sarà sufficiente non cercarli tra i giochi per “Linux”.

Programmi Windows su Linux: possibile con Wine

Vorreste testare un programma sviluppato solo per Windows ma avete un computer con un sistema operativo Linux? Prima di arrendervi ed installare Windows, seguite il mio consiglio. Oggi vediamo come gestire contemporaneamente software Windows su Linux senza alcun problema. Molti programmi consentono di installare software Windows ma uno dei più famosi è Wine, sviluppato per installare le Windows API su una postazione Linux con l’obiettivo di avviare un programma sviluppato per il sistema operativo Windows. Prima di installare Wine controllate se la vostra applicazione è supportata nel 

database

della app.

Programmi Windows su Linux possibile con Wine Programmi Windows su Linux: possibile con Wine

 

E’ un programma in fase beta ma consente di installare videogiochi o applicazioni dedicate come Steam (che non funzionano su macchina virtuale), ed inoltre installare Word, Excel, Photoshop e molto altro. Molte applicazioni che sono supportate da Wine hanno, inoltre, un manuale (presente in Wine) che spiega come installarle. Un’altra app che aiuta ad installare i videogiochi supportati da Wine è 

PlayOnLinux.

 

Wine is frequently used for games, as games are the one type of software that can’t run in  a virtual machine. While Wine can be used to run desktop applications like Photoshop and Microsoft Word, these will run flawlessly in a virtual machine.

Per l’installazione su Ubuntu di Wine, è sufficiente aprire Ubuntu Software Center e cercare Wine. Poi vi suggerisco di installare l’applicazione stabile e non beta, poiché questa potrebbe non dare il giusto supporto per l’apertura di tutti i programmi. Comunque se visitate il database di Wine potrete verificare se l’applicazione è supportata o meno e quale versione di Wine dovete installare.

Scaricato l’applicazione (file msi o exe), aprite il Terminale e digitate questa riga di codice se il file è un .exe:

wine /path/to/application.exe

Se il file è un .msi digitate:

wine msiexec /i /path/to/installer.msi

Alla fine avrete installato Wine e sulla barra laterale sinistra dovreste poter vedere il logo dell’applicazione.

Wine presenta altre utility come Uninstall Wine Software, per rimuovere i software Windows che avete installato, Configuration Wine, che permetterà di scegliere se utilizzare una versione la API di Windows XP o di un altro sistema operativo Microsoft, ed infine Wine Tricks di supporto per installare applicazioni. Infine, come un normale sistema operativo Microsoft se aprite il Terminale e digitate regedit entrate nel registro di sistema.

Linux ed i problemi di rete dopo lo standby : RISOLTO

Alcuni utenti Linux denotano problemi relativi alle schede di rete cablata o alle schede wireless, che hanno problemi di funzionamento dopo l’uscita dalla sospensione, richiedendo un riavvio del computer. Eccovi una guida testata su Ubuntu 12.10, ma che dovrebbe funzionare su tutte le distribuzioni Linux.

Linux – risolvere i problemi di schede di rete wireless e non relativi alla sospensione

Per prima cosa installiamo, se non presente sulla nostra distribuzione, il programma lshw tramite il gestore pacchetti di sistema; se siamo su Ubuntu, da terminale, digitiamo

sudo apt-get install lshw

Quindi, identifichiamo il modulo con cui il kernel gestisce la nostra scheda di rete problematica. Digitiamo a terminale il comando

sudo lshw -C network

L’output sarà del tutto simile a quello qui sotto, ed identificheremo da lì il driver utilizzato dalla nostra scheda di rete. Se, ad esempio, la nostra scheda di rete problematica l’interfaccia wireless, dovremo prendere nota del driver evidenziato in figura

lshw rete linux Linux ed i problemi di rete dopo lo standby : RISOLTO

che, in questo esempio è ipw2200.

Successivamente aggiungiamo una riga al file/etc/pm/config.d/unload_modules (che potrebbe anche non esistere, in questo caso createlo), che risolverà il problema, e consentirà il funzionamento della nostra scheda anche dopo il ripristino dallo standby. Da terminale, dunque, digitiamo

sudo gedit /etc/pm/config.d/unload_modules

E scriviamo (o aggiungiamo al termine del file, se esistesse già) la riga

SUSPEND_MODULES="$SUSPEND_MODULES driver_trovato_prima"

unload modules linux Linux ed i problemi di rete dopo lo standby : RISOLTO

che, nell’esempio, sarà:

SUSPEND_MODULES="$SUSPEND_MODULES ipw2200"

Salviamo, chiudiamo, riavviamo e, infine, mandiamo pure il nostro computer in standby e “risvegliamolo”: la scheda di rete non dovrebbe più avere problemi.

Linux: guida completa su come ricostruire un database RPM corrotto

RPM (Redhat Package Manager) è il gestore pacchetti di base di Red Hat e di tutte le distribuzioni derivate (RHEL, CentOS, Fedora…). Potrebbe accadere – alcuni hanno riscontrato il problema a causa di spazio esaurito sulla partizione contenente /var – che la struttura del database si danneggi, rendendo impossibile l’utilizzo del programma (e tutti i suoi gestori grafici associati, come YUM) sul sistema operativo. Vediamo quindi come ricostruire un database RPM corrotto, anche se il consiglio universale è di fare una copia di backup da ripristinare il tutto in caso di problemi.

Linux – guida a come ricostruire un database RPM corrotto

Per prima cosa, al fine di evitare problemi statelock di RPM - se l’applicazione usa il gestore – il consiglio è di agire in modalità single user (in alcune configurazioni basterà dare il comando init 1 come root, in altre occorrerà riavviare il sistema aggiungendo una “s”o un “1″ – senza le virgolette – ai parametri d’avvio del kernel).

Entrati in modalità single user, eliminate i file per la gestione dello statelock e ricostruire il database utilizzando il comando rpm –rebuilddb. Quindi digitate in shell:

cd /var/lib
rm __db*
rpm --rebuilddb
rpmdb_verify Packages

Adesso riavviate il sistema e verificate che RPM funzioni a dovere. Se, non avete i tools rpmdb, potrete ricorrere ai comandi :

cd /var/lib
mv Packages Packages-backup
db_dump Packages-backup | db_load Packages
rpm -qa
rpm --rebuilddb

Tutti e due i procedimenti sono utilizzabili anche in remoto (ad esempio in sessione SSH).

LINUX : come regolare il volume delle applicazioni attive

State cercando uno strumento per poter  regolare il volume delle applicazioni attive e di gestire le funzioni principali del riproduttore musicale?

La soluzione definitiva si chiama Veromix, un plasmoide disponibile direttamente nei repository della tua distribuzione.

Per installarlo, aprite una finestra di terminale cliccando su “K/Applicazioni/Sistema/Terminale”.

Nel terminale digitate il comando sudo apt-get install plasma-widget-veromix.

Linux regolare il volume delle applicazioni LINUX : come regolare il volume delle applicazioni attive

Completata l’installazione, per vedere il plasmoide sul pannello inferiore del desktop, cliccate col tasto destro del mouse sul pannello stesso e, nel menù che appare, selezionate la voce “Opzioni di Pannello” e cliccate su “Aggiungi oggetti”.

Nell’elenco che appare, selezionate Veromix: in questo modo apparirà l’interfaccia di Veromix nel pannello in basso.

Come creare pagine web e siti internet con Linux

Nei repository ufficiali della distribuzione Ubuntu 11.10 troviamo il pacchetto del programma KompoZer, applicazione capaci di strutturare le pagine web di un sito internet.

Per installarlo, accedete a “Ubuntu Softwar Center” e digitate kompozer nella casella di ricerca posizionata in alto a destra.

Comparirà la dicitura KompoZer: cliccateci sopra e premete “Installa”. Inserite poi i dati del vostro account per scaricare tutto il pacchetto.

Come creare pagine web con Linux Come creare pagine web e siti internet con Linux

Una volta terminata l’installazione, per avviare il programma cliccate sul pulsante “Dash” in alto a sinistra nel pannello verticale e poi su “Applicazioni per internet”: da qui, premete “KompoZer”.

L’interfaccia del software è suddivisa in tre schede: “Design”, che mostra l’aspetto finale della pagina web, “Split”, che vi farà vedere sia la pagina finale che il codice che la produce e “Source”, che visualizzerà il codice, così da poterlo analizzare per cercare degli errori e per apportare migliorie al vostro sito web.

 

Linux: come fare per condividere cartelle con altri PC in una rete domestica.

Oggi vediamo quale procedura seguire per poter condividere delle cartelle con gli altri PC che sono connessi nella nostra rete locale.

Kubuntu 11.04 Natty Narwhal ci permette di disporre un sistema grafico integrato per la gestione delle directory condivise.

Linux come condividere cartelle con altri PC Linux: come fare per condividere cartelle con altri PC in una rete domestica.

 

Aprite il menù K e selezionate dunque “Gestore dei file” per avviare il file manager Dolphin.

Cliccate poi con il tasto destro del mouse sulla cartella che desiderate condividere, ad esempio “Documenti” e selezionate “Proprietà“.

Adesso, nella relativa finestra aprite il tab “Condivisione“: se non avete installato Samba, il programma che permette la condivisione dati, cliccate su “Install Samba“.

Una volta installato Samba, nel tab “Condivisione” mettete un segno di spunta alla voce “Share with Samba” e premete “Ok“.

Abbiamo portato a termine la procedura.


 

Come monitorare il traffico della nostra rete.

Nel trucchetto di oggi vedremo come monitorare il traffico generato dalle schede di rete utilizzate nei computer con sistema Linux.

Per procedere con questa operazione, occorre ricorrere a vnstat, un programma che gli utilizzatori di  Ubuntu troverà già nel repository, quindi per installarlo basterà aprire il terminale e digitare sudo apt-get install vnstat seguito da “Invio”.

Al primo avvio avremo un errore, poiché il database non è stato ancora creato.

come Monitorare il traffico della propria rete Come monitorare il traffico della nostra rete.

Perché vnstat svolga in modo corretto il suo compito, occorre configurare la scheda di rete che desiderate controllare. Per farlo, da terminale digitate sudo gedit /etc/vnstat.conf e sotto alla dicitura # default interface modificate il valore Interface “eth0″ con quello voluto.

Infine, create il database con sudo vnstat -u -i eth0.

Dopo aver riavviato il PC, il programma inizierà subito ad archiviare i dati relativi al traffico, i quali inizieranno ad essere disponibili dopo qualche istante. Dando subito il comando da terminale vnstat, infatti, ne verrete prontamente a conoscenza.

LINUX : tre ottimi giochi di strategia


Tra le molte caratteristiche di Linux ne manca una molto importante, almeno stando a detta dei suoi utilizzatori. La sua licenza open non consente infatti di utilizzare su questo sistema operativo i videogiochi commerciali, ecco perché la maggioranza dei suoi utenti sono costretti ad utilizzare quasi forzatamente un altro sistema operativo con esso, solitamente Windows.

Quando parliamo di giochi di strategia e di gestione economica, non possiamo non pensare ai famosissimi Age of Empires, The Sims, Red Alert e via dicendo. Oggi vedremo come su Linux possiamo giocare almeno 3 giochi in questo stile di buon livello.

Il primo si chiama Uknown Horizon (nella foto), e nonostante è decisamente ottimo, non è ancora molto famoso poiché fermo ad uno stadio alpha di sviluppo. E’ un classico gioco di colonizzazione, come Age of Empires, nel quale dovrete conquistare territorio per produrre energia ecc.ecc.

Il secondo gioco linux che vi consiglio è CorsixTH. A vederlo, somiglia all’ambiente virtuale Habbo, ma questa volta i personaggi non sono altri utenti, ma solo figure del gioco. Praticamente una copia esatta del famoso gioco Theme Hospital, la cui grafica ha ispirato lo stesso Habbo. Un solo punto a sfavore: la versione gratuita è demo, non completa come accade per il gioco full.

Simile da Uknown Horizon è LinCity, la versione per Linux di SimCity. In questo gioco potrete sbloccare nuove caratteristiche man mano che la propria città che state gestendo cresce.

Kernel Linux 3.1: una stranezza, meno potente e maggior consumo della batteria.

Dalla versione 2.6.38, il kernel Linux ha denotato dei problemi di alimentazione causando malumore nel mondo dei notebook , si spera sempre che questo bug venga risolto, ma non è così nemmeno con l’uscita del kernel 3.0, anzi, sembra essere un passo indietro. Vediamo perché.

In base ad alcuni test effettuati, sembra aumentare del 30% il consumo di energia rispetto alla precedente versione 3.0!

Incredibilmente per un notebook Intel Sandy Bridge, il consumo di energia è cresciuto del 76% proprio per colpa del kernel.

La futura versione del Kernel Linux, al momento, non è affatto  migliore della precedente 3.0 che richiede un 24% di potenza in meno rispetto al kernel 2.6.39: il kernel Linux 2.6.38 ha avuto un consumo medio di energia di 13.2 Watt, quello 2.6.39 ne ha consumati 13.9, il 3.0 è arrivato fino ad una punta 17.3 ed addirittura il 3.1 22.8 Watt.

Il notebook oggetto del test è equipaggiato di un processore Intel Core i5 2520M quad-core Sandy Bridge CPU, Intel HD 3000, 4GB di RAM e 160GB Intel X-25 Extreme SSD. Per ciò che concerne il sistema operativo invece, è stata usata una versione x86_64 di Ubuntu 11.10 aggiornata ad 21 agosto con Unity 4.8.2, X. Org Server 1.10.3 RC2, xf86-video-intel 2.15.901, GCC 4.6.1 e un file system EXT4 . I kernel Linux 2.6.38, 2.6.39, 3.0 e 3.1 sono stati ottenuti dal repository mainline del kernel di Ubuntu. Il kernel Linux 3.1 è uno snapshot datato 21 agosto.

Staremo a vedere!

maggio: 2013
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