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Gnome 3.8 disponibile: esperienza più fluida ed un occhio alla privacy
Dopo tanta attesa è arrivato GNOME 3.8! Il nuovissimo ambiente desktop GNOME presenta molte innovazioni: il codice è stato pulito, dettagli curati soprattutto per l’integrazione con il cloud, le utility di ricerca e soprattutto la privacy, sono stati eliminati tantissimi bug, sono state ottimizzate e rese più fluide le transizioni animate e tante altre novità, scopriamole insieme.
Per verificare personalmente tutti i miglioramenti di GNOME 3.8 è consigliato attendere una live build (o, al massimo, di compilare la shell in un ambiente di testing), comunque vediamo qualche anticipazione.
In GNOME 3.8 avremo un pannello dedicato, attraverso il quale stabilire le applicazioni per le quali ricevere gli avvisi di notifica; infine, potremo aprire e chiudere il pannello delle notifiche per mezzo della combinazione di tasti Super+M, ed espandere le notifiche visualizzate con la pressione dei tasti Super+M.
Il nuovo aspetto dell’Activity Overview
Decisamente funzionale la nuova disposizione dell’Activity Overview: adesso potrete accedere subito alle applicazioni utilizzate di recente, o alla lista delle applicazioni presenti sul sistema, per mezzo di due pratici tasti posizionati nella parte bassa della visualizzazione attività.
Le ricerche più efficenti dell’Activity Overview
Altra ottima funzione: le ricerche a mezzo dell’Activity View sono migliorate moltissimo; inoltre si potrà raffinare la visualizzazione dei risultati con una voce apposita nelle impostazioni di sistema.
Le nuove applicazioni di GNOME 3.8
Tre belle novità: Meteo (Weather) –avremo sul desktop le previsioni e le condizioni meteo attuali, Bijiben- per poterscrivere le nostre note ed appunti proprio sul desktop e Clocks (Orologi) – per avere gli orari dei fusi orari del mondo.
Inoltre ci sono altre due ottime applicazioni:
- Web (ex Epiphany): il browser core dell’ambiente desktop molto migliorato. Degna di nota l’introduzione dei tasti “Nuova Scheda”, della modalità di navigazione anonima ed il supporto al plugin Adobe Flash;
- Documents: l’applicazione dell’ambiente desktop che ci consentirà di leggere i nostri documenti, è ora in grado di modificare e condividere i documenti su Google Drive, ed è in grado di aprire i files PDF proprio da Google Drive.
Le nuove impostazioni sulla privacy di GNOME 3.8
Il rispetto della privacy degli utenti è sempre stato un argomento delicato: adesso in GNOME 3.8 potremo gestire molte impostazioni come:
- la schermata di blocco (attivazione/disattivazione);
- il nostro nome (attivare/disattivare la visualizzazione sul pannello);
- la cronologia (attivazione o disattivazione);
- la cancellazione dei file nel cestino/dei temporanei ad intervalli regolari (attivarla/disattivarla).
- La nuova sessione “fallback”
Si chiama GNOME Classic, e non è una riscrittura a risorse limitate di GNOME Shell: identica shell e features (inclusa l’Activity Overview) ma con in più due pannelli e la possibilità di utilizzare i menu “Applicazioni” e “Risorse” in stile Gnome 2.x.
Prima di terminare, ricordo agli utenti Ubuntu che GNOME 3.8 non arriverà (o, almeno, non completamente) in Ubuntu 13.04, ma con ogni probabilità sarà possibile installare GNOME 3.8 nei prossimi giorni utilizzando i PPA GNOME 3.
Ubuntu 13.04: molto più veloce, stabile ed efficiente
Ubuntu 13.04 Raring Ringtail sarà la pietra miliare dell’unificazione tra interfaccia PC ed interfaccia mobile; Ubuntu Phone OS e Ubuntu per desktop saranno diversi solamente per die dettagli, ma il fulcro del sistema sarà il medesimo, ecco perché ogni cambiamento introdotto in Ubuntu 13.04 Raring si rifletterà quindi su Ubuntu Phone OS: fondamentalmente sono due varianti del medesimo sistema operativo.
Eccovi un messaggio sulla mailing list degli sviluppatori Ubuntu che evidenzia i miglioramenti apportati nell’ultima settimana in Ubuntu 13.04 Raring Ringtail, volti a migliorare sia le prestazioni del sistema desktop, sia a ottimizzare l’esperienza d’uso del sistema operativo di Canonical sullo smartphone Nexus.
Hey voi,
questa è stata una settimana buona e produttiva per il nexus/”rendiamo ubuntu adatto al mobile”, per cui suppongo che sarebbe bello comunicarvi qualcosa riguardo l’ottimo lavoro eseguito su Raring, e ad incoraggirare gli altri ad unirsi a noi!
I miglioramenti arrivati in raring includono:
- rotazione dello schermo funzionante sul nexus;
- bluetooth funzionante sul nexus;
- alcuni problemi corretti nei componenti del desktop (libdbusmenu, update-notifier, upower, whoopsie;
- miglioramenti nello scheduler cpufreq;
- il PPS di LightDM è stato ridotto da 25.7M a 0.6M;
- alcuni processi sono stati modificati per la terminazione su inattività ed il riavvio on demand, anzichè restare sempre in esecuzione (signond, signon-ui);
- abbiamo ottinizzato il codice in alcuni servizi desktop;
- i plugins di gnome-settings-daemon sono stati rivisti, ed alcuni sono stati disattivati nell’installazione di default (ed altri ancora durante il setup sul nexus);
- vi sono stati alcuni miglioramenti relativi al bug del suono non funzionante prima del suspend/resume;
- gnome-online-account è stato eliminato dall’installazione di default, e dovrebbe essere un processo in meno sul desktop Unity (non ce ne è bisogno, in quanto viene utilizzato ubuntu-online-account);
- probabilmente molti altri miglioramenti che ho dimenticato di menzionare
Grazie a tutti per l’ottimo lavoro!
Ogra durante il meeting settimanale su IRC ha comunicato che la memoria occupata in fase di inutilizzo del sistema è calata da 600M a 400M dopo i recenti miglioramenti… impressionante, no? Ci siamo concentrati sulle dinamiche, e le prossime settimane saranno produttive come questa.Grazie,Sebastien Becker
Come avrete capito sono quasi tutti miglioramenti non visibili graficamente, ma che aiutano a rendere il sistema operativo molto più rapido, stabile e veloce…. Senza dubbio, il bisogno di alleggerire il sistema per renderlo compatibile con i device mobile aiuterà anche la versione desktop di Ubuntu a bypassare i problemi di performance avuti fino ad oggi.
Videogiochi LINUX – Counter Strike: Source, Psychonauts e Closure
Valve continua a sviluppare il suo progetto - Steam per Linux: i giochi implementati ultimamente sono davvero tanti, ai quali si aggiungono capolavori come “Counter Strike: Source”, famoso come CS:S: il gameplay è simile a Counter Strike, è un FPS (sparatutto in prima persona) basato sulla lotta tra terroristi e forze governative speciali.
Nato come mod gratuita di Half Life, CS:S è stato poi incorporato da Valve e deve il suo nome al motore grafico utilizzato per il rendering del gioco, Source, il medesimo di Half Life 2.
Sempre, Valve ha reso disponibili anche Psychonauts e Closure: il primo è un platform-game con ambientazioni decisamente surreali – per il fatto che ci sono personaggi non giocanti, mentre il secondo è un puzzle game molto divertente.
Nota bene: i giochi non compaiono nei risultati di ricerca per sistema operativo, se da Steam selezionerete “Linux”; i giochi sono comunque disponibili, sarà sufficiente non cercarli tra i giochi per “Linux”.
Programmi Windows su Linux: possibile con Wine
Vorreste testare un programma sviluppato solo per Windows ma avete un computer con un sistema operativo Linux? Prima di arrendervi ed installare Windows, seguite il mio consiglio. Oggi vediamo come gestire contemporaneamente software Windows su Linux senza alcun problema. Molti programmi consentono di installare software Windows ma uno dei più famosi è Wine, sviluppato per installare le Windows API su una postazione Linux con l’obiettivo di avviare un programma sviluppato per il sistema operativo Windows. Prima di installare Wine controllate se la vostra applicazione è supportata nel
della app.
E’ un programma in fase beta ma consente di installare videogiochi o applicazioni dedicate come Steam (che non funzionano su macchina virtuale), ed inoltre installare Word, Excel, Photoshop e molto altro. Molte applicazioni che sono supportate da Wine hanno, inoltre, un manuale (presente in Wine) che spiega come installarle. Un’altra app che aiuta ad installare i videogiochi supportati da Wine è
PlayOnLinux.
Wine is frequently used for games, as games are the one type of software that can’t run in a virtual machine. While Wine can be used to run desktop applications like Photoshop and Microsoft Word, these will run flawlessly in a virtual machine.
Per l’installazione su Ubuntu di Wine, è sufficiente aprire Ubuntu Software Center e cercare Wine. Poi vi suggerisco di installare l’applicazione stabile e non beta, poiché questa potrebbe non dare il giusto supporto per l’apertura di tutti i programmi. Comunque se visitate il database di Wine potrete verificare se l’applicazione è supportata o meno e quale versione di Wine dovete installare.
Scaricato l’applicazione (file msi o exe), aprite il Terminale e digitate questa riga di codice se il file è un .exe:
wine /path/to/application.exe
Se il file è un .msi digitate:
wine msiexec /i /path/to/installer.msi
Alla fine avrete installato Wine e sulla barra laterale sinistra dovreste poter vedere il logo dell’applicazione.
Wine presenta altre utility come Uninstall Wine Software, per rimuovere i software Windows che avete installato, Configuration Wine, che permetterà di scegliere se utilizzare una versione la API di Windows XP o di un altro sistema operativo Microsoft, ed infine Wine Tricks di supporto per installare applicazioni. Infine, come un normale sistema operativo Microsoft se aprite il Terminale e digitate regedit entrate nel registro di sistema.
Linux ed i problemi di rete dopo lo standby : RISOLTO
Alcuni utenti Linux denotano problemi relativi alle schede di rete cablata o alle schede wireless, che hanno problemi di funzionamento dopo l’uscita dalla sospensione, richiedendo un riavvio del computer. Eccovi una guida testata su Ubuntu 12.10, ma che dovrebbe funzionare su tutte le distribuzioni Linux.
Linux – risolvere i problemi di schede di rete wireless e non relativi alla sospensione
Per prima cosa installiamo, se non presente sulla nostra distribuzione, il programma lshw tramite il gestore pacchetti di sistema; se siamo su Ubuntu, da terminale, digitiamo
sudo apt-get install lshw
Quindi, identifichiamo il modulo con cui il kernel gestisce la nostra scheda di rete problematica. Digitiamo a terminale il comando
sudo lshw -C network
L’output sarà del tutto simile a quello qui sotto, ed identificheremo da lì il driver utilizzato dalla nostra scheda di rete. Se, ad esempio, la nostra scheda di rete problematica l’interfaccia wireless, dovremo prendere nota del driver evidenziato in figura
che, in questo esempio è ipw2200.
Successivamente aggiungiamo una riga al file/etc/pm/config.d/unload_modules (che potrebbe anche non esistere, in questo caso createlo), che risolverà il problema, e consentirà il funzionamento della nostra scheda anche dopo il ripristino dallo standby. Da terminale, dunque, digitiamo
sudo gedit /etc/pm/config.d/unload_modules
E scriviamo (o aggiungiamo al termine del file, se esistesse già) la riga
SUSPEND_MODULES="$SUSPEND_MODULES driver_trovato_prima"
che, nell’esempio, sarà:
SUSPEND_MODULES="$SUSPEND_MODULES ipw2200"
Salviamo, chiudiamo, riavviamo e, infine, mandiamo pure il nostro computer in standby e “risvegliamolo”: la scheda di rete non dovrebbe più avere problemi.
Linux: guida completa su come ricostruire un database RPM corrotto
RPM (Redhat Package Manager) è il gestore pacchetti di base di Red Hat e di tutte le distribuzioni derivate (RHEL, CentOS, Fedora…). Potrebbe accadere – alcuni hanno riscontrato il problema a causa di spazio esaurito sulla partizione contenente /var – che la struttura del database si danneggi, rendendo impossibile l’utilizzo del programma (e tutti i suoi gestori grafici associati, come YUM) sul sistema operativo. Vediamo quindi come ricostruire un database RPM corrotto, anche se il consiglio universale è di fare una copia di backup da ripristinare il tutto in caso di problemi.
Linux – guida a come ricostruire un database RPM corrotto
Per prima cosa, al fine di evitare problemi statelock di RPM - se l’applicazione usa il gestore – il consiglio è di agire in modalità single user (in alcune configurazioni basterà dare il comando init 1 come root, in altre occorrerà riavviare il sistema aggiungendo una “s”o un “1″ – senza le virgolette – ai parametri d’avvio del kernel).
Entrati in modalità single user, eliminate i file per la gestione dello statelock e ricostruire il database utilizzando il comando rpm –rebuilddb. Quindi digitate in shell:
cd /var/lib
rm __db*
rpm --rebuilddb
rpmdb_verify Packages
Adesso riavviate il sistema e verificate che RPM funzioni a dovere. Se, non avete i tools rpmdb, potrete ricorrere ai comandi :
cd /var/lib
mv Packages Packages-backup
db_dump Packages-backup | db_load Packages
rpm -qa
rpm --rebuilddb
Tutti e due i procedimenti sono utilizzabili anche in remoto (ad esempio in sessione SSH).
Ubuntu: come disattivare la segnalazione degli errori
La funzione di segnalazione degli errori presente di default in Ubuntu, permette di rendere più facile la soluzione dei problemi nel sistema operativo, inviando dei rapporti con la descrizione del problema.
Anche se è consigliato non farlo, però potrete disattivare questa funzione.
Per farlo, da terminale digitate il comando sudo gedit /etc/default/apport.
Si apre l’editor di testo “Gedit”, nel quale dovrete modificare il valore di enabled a 0 per disattivare la segnalazione e salvare il file.
Se volete ripristinare la segnalazione, basterà portare ad 1 il valore di enabled.
Come killare un processo Ubuntu
Oggi vediamo come killare un processo Ubuntu quando un programma non risponde più ai comandi.
Per procedere, accediamo al “Monitor di sistema”: stiamo parlando di uno strumento incluso nel sistema operativo, quindi per accedervi dovrete soltanto cercarlo nella “Dash” di Ubuntu e cliccare sulla sua icona.
Nella finestra che appare, selezionate la scheda “Processi”, selezionate con il mouse il processo del programma che desiderate chiudere e cliccate sul pulsante “Termina processo” posto in basso a destra.
Confermate l’operazione cliccando ancora una volta su “Termina processo” ed il programma bloccato dovrebbe chiudersi.
LINUX : come regolare il volume delle applicazioni attive
State cercando uno strumento per poter regolare il volume delle applicazioni attive e di gestire le funzioni principali del riproduttore musicale?
La soluzione definitiva si chiama Veromix, un plasmoide disponibile direttamente nei repository della tua distribuzione.
Per installarlo, aprite una finestra di terminale cliccando su “K/Applicazioni/Sistema/Terminale”.
Nel terminale digitate il comando sudo apt-get install plasma-widget-veromix.
Completata l’installazione, per vedere il plasmoide sul pannello inferiore del desktop, cliccate col tasto destro del mouse sul pannello stesso e, nel menù che appare, selezionate la voce “Opzioni di Pannello” e cliccate su “Aggiungi oggetti”.
Nell’elenco che appare, selezionate Veromix: in questo modo apparirà l’interfaccia di Veromix nel pannello in basso.
Come cambiare l’ambiente grafico di Ubuntu
In Ubuntu 11.10, l’ambiente grafico preinstallato è denominato Unity e, anche se a molti di voi piace, gran parte degli utenti lo considera inappropriato all’uso quotidiano.
Cambiare l’ambiente grafico, quindi, è un’operazione abbastanza semplice: la migliore alternativa è GNOME Shell, l’interfaccia grafica di default di GNOME 3.
Per installare GNOME Shell avviate l’applicazione Ubuntu Software Center e digitate gnome shell. Quando compare la voce “GNOMEShell” cliccateci sopra e premete “Installa”.
Una volta terminata l’installazione, potrete selezionare il vostro nuovo ambiente grafico; per impostarlo, chiudete la sessione corrente e, nella schermata di login, cliccate sulla ruota posizionata a destra del nome utente.
Vedrete quindi un menù nel quale basterà scegliere GNOME per impostare l’interfaccia GNOME Shell, dopo aver inserito i vostri dati nella schermata di login.















