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ANALISI SEO – GUIDA DEFINITIVA Analisi SEO checklist
Report automatici SEO
La soluzione più facile è quella degli strumenti automatici di reportistica SEO che possano restituire report SEO, analizzando il valore SEO del sito che avete deciso di analizzare. Ecco una lista di tool gratuiti più o meno validi:
http://marketing.grader.com/
http://www.seoworkers.com/tools/analyzer.html
http://www.cubestat.com/
http://www.jonasjohn.de/test-tool/
http://spydermate.com/ (l’app per Android e iPhone è gratuita)
Comunque, l’obiettivo di questa guida è quello di imparare ad organizzare una propria analisi SEO.
Il primo step è arrivare a capire che tipo di sito dovete analizzare. Se avete accesso alle statistiche del sito, siamo già un passo avanti. Altrimenti le cose cambiano: potrete sempre stabilire il tipo di sito, la sua struttura e anche il suo possibile ranking ed il traffico generato, vediamo come.
Verifica indicizzabilità del Sito a mezzo spider
Iniziamo il nostro progetto SEO indicizzando il sito che dobbiamo analizzare. Ci sono tantissimi strumenti disponibili. Alcuni dei più famosi sono: Screaming Frog SEO Spider Tool (http://www.screamingfrog.co.uk/seo-spider/) e IIS SEO Toolkit (http://www.iis.net/download/seotoolkit). Uno degli strumenti che più apprezzo è Xenu Link Sleuth (http://home.snafu.de/tilman/xenulink.html). Per concludere la lista testerei anche Crawl Test di Seomoz (http://pro.seomoz.org/tools/crawl-test). Seomoz offre diversi strumenti SEO, anche se occorre pagare per utilizzarlo.
Dovete controllare i seguenti fattori SEO “on-page” (sulle pagine):
L’architettura web. Un sito con un’architettura piatta è migliore di un sito con livelli profondi di navigazione. Approfondite pure questo argomento con un post sul blog di SEO Moz. : http://www.seomoz.org/blog/site-architecture-for-seo.
Link equity (equità dei link). Accertatevi che ogni pagina del sito contenga un discreto numero di link entranti e che non ci siano differenze rilevanti per numero di link entranti dalle pagine del sito stesso (link equity). Google raggiunge facilmente il 4° livello di profondità in un sito web, ma ogni pagina del sito deve essere raggiungibile in non più di 4 click. Se questo non è il caso del vostro sito, considerate di riadattare la struttura del sito.
Errori di link.
Verificate che non abbiate link rotti. Se una pagina linkata restituisce come risposta un errore, parliamo di link rotto (errori sono: 500,400,404 …)
Verifica indicizzazione del Sito
Verificate lo stato di indicizzazione del sito sul motore di ricerca di Google.
Dovete verificare questi importanti fattori SEO:
URL indicizzate. Eseguite questa semplice query su Google: site:namedomain.tld
Google restituirà la lista delle URL (pagine) del vostro sito che ha indicizzato. Se il numero di pagine indicizzate su Google diverge dal numero di pagine che avete indicizzato utilizzando uno degli spider sopra descritti, allora potrebbe esserci un problema di “indicizzabilità” da parte dello spider di Google e dovrete analizzarne i motivi.
Verifica sulla Home Page. Ricercate in Google le esatte parole che avete nel title della Home Page o la prima parte del testo del title. Se il sito non compare nelle prime posizioni della SERP (Search Engine Results Pages, cioè Pagine dei Risultati del Motore di Ricerca) avete sicuramente un problema SEO nel sito. La verifica in Home Page è utilissima poiché i motori di ricerca indicizzano i siti a partire proprio dalla Home. La Home Page è quindi la pagina del sito basilare per i motori di ricerca. Se non riuscirete a posizionarvi bene con la Home Page, è alquanto improbabile che riusciate ad ottenere risultati soddisfacenti con pagine interne.
Pagine indicizzate obsolete. Se vengono riscontrate pagine obsolete in Google, dovete redirigerle in modo permanente alle nuove pagine del sito. Potete anche rimuoverle usando Google Webmaster Tools, ma in questo caso la risorsa obsoleta dovrà restituire un errore del tipo 404 (risorsa non trovata).
Verifica del contenuto
Controllate questi fattori SEO “on-page” (sulle pagine):
Contenuti Duplicati. Se potete accedere alle statistiche web del sito tutto è più facile, altrimenti potrete usare Webmaster Tools di Google o Seomoz per accertarvi se il sito abbia o meno contenuti duplicati. Se ancora non disponete di questi strumenti (potrebbe essere il caso in cui viene analizzato un concorrente), dovrete verificare la situazione per mezzo di una serie di query su Google in merito ai servizi e/o prodotti più importanti offerti dal sito. Ci sono tantissimi strumenti utili per rendere meno faticoso questo lavoro, controllate questi strumenti a questo link: http://slodive.com/web-development/10-top-tools-checking-duplicate-content/
Problemi di Canonizzazione. Verifichiamo se il tag rel=”canonical” è dovuto oppure no. La questione riguarda sovente la Home Page, dove la stessa potrebbe rispondere come: domain.tld/ domain.tld/index.php domain.tld/index.html or domain.tld/index.asp. Dovreste avere una sola ed univoca Home Page. Se non potete redirigere, per esempio, index.asp allo slash della root del dominio: / allora in questo caso occorre la canonizzazione della Home Page, inserendo questo codice nei tag header, come segue:
<link rel=”canonical” href=”http://www.domain.tld/”/>
Problemi di Paginazione. Se il vostro sito contiene tantissimi prodotti o servizi è quasi certo che denoterà qualche sorta di paginazione dei prodotti/servizi. Oltretutto è anche probabile che il sito abbia pagine con contenuto duplicato oppure poco diverstificato (magari col medesimo title di pagina). In questo caso dovrete giocare con i tag rel=”prev” and rel=”prev”. Potrete approfondite l’argomento qui : http://googlewebmastercentral.blogspot.it/2011/09/pagination-with-relnext-and-relprev.html
Title di Pagina Duplicati. I title di Pagina duplicati sono visti sotto una pessima luce da parte di Google e dagli altri motori di ricerca. Per verificare se avete Title di Pagina “duplicati” potete utilizzare: Google Webmaster Tools, Seomoz o Xenu Link Sleuth. Anche se Xenu è stato pensato per piattaforme Windows, funziona bene pure su Linux tramite wine. Indicizzato il sito tramite Xenu, dovrete soltanto ordinare le pagine per “title” e vedrete quindi se ci sono pagine con lo stesso Title di Pagina.
Verifica Extra SEO
Un fattore importantissimo non propriamente SEO ma ad esso correlato, è relativo all’Audience. Per stimare l’audience di un sito potete adoperare questi strumenti:
Google Adwords (free) https://adwords.google.com
Google Trends (free) http://www.google.com/trends/
Alexa (free) http://www.alexa.com
Quantcast (free) http://www.quantcast.com
Compete (da 199$ al mese) http://www.compete.com
Questi tools restituiscono dei dati sulla demografia dei visitatori di un particolare sito internet, le parole chiave più popolari (keywords) con cui gli utenti hanno raggiunto il sito internet e molti altri dati che vi consentono di scegliere, aggiornare o cambiare le keyword da posizionare nelle prime posizioni con il sito stesso.
Determinata la struttura del sito, la sua indicizzazione nei motori di ricerca (importantissimo Google), la possibile presenza di problemi di navigazione e l’audience del sito, possiamo passare al gradino successivo della Analisi SEO.
Fattori SEO On-Page relativi al Dominio
Età. Un dominio più anziano offre migliori possibilità di ottenere le prime posizioni nei motori di ricerca.
Rappresentatività delle parole chiave. Il dominio dovrebbe contenere le parole chiave del sito, almeno quelle rappresentative. Il nome dominio dovrebbe essere breve per essere ricordato e non dovrebbe contenere caratteri speciali e simboli grafici tipo underscore, o altri caratteri strani.
Fattori SEO “Off-Page” (fuori dalle pagine)
Page Rank. E’ il valore con cui Google valuta ogni singola pagina di un sito. Il Page Rank della root del dominio viene considerato rappresentativo del valore del dominio stesso.
Alexa Global Rank. Il rank di Alexa viene calcolato interpolando una combinazione di visitatori medi giornalieri del sito con il numero di pagine viste nell’arco degli ultimi tre mesi. Il sito con la più alta combinazione di visitatori e pagine viste è il sito più importante. E’ consigliato valutare questo rank confrontando il punteggio ottenuto con quello di siti concorrenti. (http://www.alexa.com)
Compete Rank offre una stima del traffico del sito e rappresenta questo valore come Compete Rank (http://siteanalytics.compete.com/ )
MozRank, Page Authority e Domain Authority. Il mozrank di dominio (domain mozrank) è una misura della popolarità globale a livello di link di un sito, calcolata un po’ come la Page Rank di Google, su una scala logaritmica da 1 a 10. L’Autorità della Pagina (Page Authority) e l’Autorità del Dominio (Domain Authority) sono due valori calcolati attraverso Open Site Explorer di SeoMoz. Queste misure sono rappresentate su una scala logaritmica da 1 a 100. Questi indici possono essere ottenuti in modo gratuito utilizzando questo sito: http://www.check-domains.com/website-analysis/website-analyzer.php
Link esterni entranti (External Backlinks). Potete ricorrere a Majestic SEO http://www.majesticseo.com/ per calcolare i link entranti al sito. Dovreste fare attenzione a questi dati: External Backlinks (link esterni)
Referring Domains (domini di riferimento)
Referring IP addresses (indirizzi IP di riferimento)
Class C subnets (sottoreti della Classe C)
Se avete centinaia di link entranti ma vengono tutti da un poche sottoreti della classe C, è probabile che tutti i domini che linkano il vostro sito sono vostri, quindi il valore dei link entranti diventa è bassissimo. Potreste anche verificare la voce “Followed Linking Root Domains”, cioè il numero di domini con almeno un link entrante, che non abbia rel=nofollow, ad una pagina del sito (dovreste usare seomoz.org per ottenere il dato significativo).
Potreste anche utilizzare il dato di Alexa alla voce “Sites Linking In” come fattore di ranking da analizzare. La query di Google: “link:domain.tld” non è più un eccellente riferimento SEO, in quanto non fornisce tutti i link entranti ad un sito, ma soltanto parte di essi.
Presenza su Dmoz. Uno dei primi step che si compiva anni fa in ambito SEO era la sottomissione del sito nella directory di Dmoz. La presenza di un sito in DMOZ è ancora oggi considerata un fattore SEO rilevante.
Referenze sui Social Network. Potreste creare una check list con i Social Network di riferimento. Per ogni social network dovreste verificare se il sito in oggetto è presente nonché il numero di menzioni, il numero di fans/followers ed il numero di condivisioni dei contenuti presenti sul sito. Ecco una lista oggi significativa di Social Network:
- Facebook
– Twitter
– Google Plus
– Linkedin
– Pinterest
– Stumbleupon
Fattori SEO “On-Page”
URL. La url di ogni pagina deve assolutamente essere “search engine friendly” cioè amichevole per i motori di ricerca, dovrebbe inoltre essere composta dalle keyword più importanti per la pagina.
Title tag. Il title deve contenere le parole chiave che promuoviamo nella singola pagina in modo discorsivo, non potendo essere composto da una semplice lista di keyword. Come Google indica in “Google SEO Report Card”: “Un title ed un meta tag description descrittivi possono aiutare il sito ad una migliore visibilità nella ricerca degli utenti.”
La referenza è: http://www.google.com/webmasters/docs/google-seo-report-card.pdf
Meta tag Description. Questo meta tag dovrebbe essere descrittivo e contenere le parole chiave promosse nella pagina. Lo standard attuale stabilisce che la descrizione dovrebbe essere non più lunga di 156 caratteri, compresi spazi e virgole.
Tag H1, H2 e H3. Ogni pagina del sito dovrebbe avere questi tag e questi tag dovrebbero presentarsi in ordine (h1,h2,h3) ed al loro interno dovrebbero esserci le keywords della pagina stessa.
Keyword density (Densità Parole Chiave) nel corpo della pagina. Un buon ranking è dovuto sicuramente da una buona densità (di solito tra il 5 ed il 20% di tutte le parole nel body della pagina).
Bold Keywords e Strong Keywords. Una parola chiave in un tag <strong> o <b> è una parola chiave più pesante, più visibile ai motori di ricerca.
Keyword prominence (Prominenza della Parola Chiave). Una parola chiave posizionata nella parte in alto a sinistra della pagina ha un peso maggiore della stessa parola chiave posizionata in basso a destra. La prominenza è quanto prima una keyword viene posta nella pagina.
Anchor text (testo di ancoraggio). L’anchor text o testo di ancoraggio dovrebbe essere rappresentativo delle parole chiave. Se avete un link alla sezione SEO del sito, l’anchor text dovrebbe essere “sezione SEO” o più semplicemente “SEO”.
Title di Link. Il title di Link deve essere anch’esso rappresentativo delle parole chiave. Date un’occhiata a questo link per capirne di più:
http://www.seomoz.org/ugc/link-tilte-attribute-and-its-seo-benefit
Alt e Title di Immagine. Il testo dell’alt di immagine è un’informazione alternativa visibile a coloro che hanno disabilitato la visione delle immagini dai loro browser o che non possono vedere le immagini. Dovrebbe descrivere cosa rappresenta l’immagine ed interessare i visitatori a vedere la foto. Il testo alt di immagine contribuisce al posizionamento nella ricerca in Google Images, diventando quindi un ottimo fattore SEO. Il title di immagine dovrebbe dare informazioni addizionali, dovrebbe essere importante, breve, attraente, conciso ed aiutare a promuovere le parole chiave della pagina. Attenzione: il suo uso improprio potrebbe anche essere considerato alla stregua dello spam. Quando la descrizione non ha nulla a che vedere con l’immagine è spam, invece quando il numero di keyword inserite è in esubero si parla di kewyord stuffing, cioè “imbottitura di parole chiave”. Questa pratica è penalizzata da Google a seguito dell’aggiornamento del suo algoritmo.
Potete testare questi fattori SEO visitando questo link:
http://www.seocentro.com/tools/search-engines/metatag-analyzer.html
L’ultimo passaggio dell’analisi SEO oserei dire avanzato fa riferimento ad aspetti che consentiranno di migliorare il ranking di un sito, cioè il suo posizionamento nei motori di ricerca.
Usabilità (Usability)
Website Usability Review (Controllo usabilità). Verificare che il vostro sito sia usabile, cioè che possa essere navigato facilmente anche con javascript disabilitato.
Form Usability (Usabilità dei Form). Ogni form del sito deve essere processabile anche con javascript disabilitato.
Navigation Analysis (Analisi navigabilità). Ogni sezione del sito dovrebbe essere raggiungibile in non più di 4 click. Altrimenti abbiamo un pesante problema di navigabilità.
Abilità di Indicizzazione (Crawl Ability)
Robots.txt Nella root del dominio dovreste aver inserito un file che si chiama robots.txt. Questo file è utile in quanto consente ai motori di ricerca di sapere quali pagine possono indicizzare e quali pagine non indicizzare. Il contenuto potrebbe essere di questo tipo:User-Agent: *
Disallow:
Sitemap: http://www.domain.tld/sitemap.xml
Sitemap. La sitemap (mappa del sito) aiuta il motore di ricerca a sapere quali sono le url che chiediamo essere indicizzate. Molti sono i motori di ricerca che consentono la sottomissione di sitemap, ecco i principali siti di riferimento:
Google – https://www.google.com/webmasters/tools/
Bing – http://www.bing.com/toolbox/webmaster/
Crawl verification (verifica indicizzabilità). Potete verificare come è navigabile il sito usando un browser testuale (Lynx) o utilizzando un browser javascript online tipo questo: http://www.domaintools.com/seo-browser/ Dovrete capire quali testi e link possa visualizzare lo spider di un motore di ricerca.
Qualità del Testo
Per verificare la qualità dei vostri testi si possono utilizzare degli strumenti automatici. Qui abbiamo due unità di misura: la Lexical Density (densità lessicale) e l’indice Gunning Fog. L’indice Gunning-Fog varia da 4 (testo facile) a 20 (testo difficile da leggersi), invece l’indice di densità lessicale è il fattore di Complessità del testo e il suo valore è misurato in una percentuale (solitamente da 20 a 60%).
Velocità di Caricamento della Pagina
Qui lo strumento è Page Speed di Google https://developers.google.com/pagespeed/
I punti salienti sono:
Browser caching. Inserisci una data di scadenza negli HTTP headers affinchè i browser carichino dal disco fisso locale le risorse statiche già scaricate, evitando in tal modo inutili chiamate alle risorse online.
Compressione delle risorse. Comprimere le risorse con gzip o deflate riduce il numero di bytes trasmessi dalla rete.
Immagini Compresse. Formattare e comprimere le immagini farà risparmiare tanti bytes di dati. Ogni immagine dovrebbe essere compressa e per ogni immagine dovreste specificare altezza e larghezza (heigh, width). Fissare le dimensioni delle immagini farà risparmiare tanti bytes di dati.
Sprite CSS. E’ consigliato combinare le immagini nel minor numero possibile di files: utilizzando la tecnica “CSS sprites” ridurrete il numero di passaggi e il ritardo nello scaricare altre risorse. Gli sprites CSS sono un ottimo metodo per combinare insieme delle immagini, ottimizzando il caricamento della pagina riducendo il numero di richieste HTTP al server.
Minimizza e Differisci Javascript. Mediante la compressione del codice JavaScript potrete salvare tanti bytes di dati e migliorare la velocità di downloading, parsing ed il tempo di esecuzione. Differendo il parsing di codice Javascript non necessario fino a che non sia eseguito, ridurrete l’iniziale tempo di loading della vostra pagina (basterà spostare, dove possibile, il codice javascript prima della chiusura del tag body).
Risorse asincrone. Gestendo le risorse in modo asincrono eviterete che le risorse blocchino il load della pagina (codice statistico javascript in, widget di facebook, twitter ecc..).
URL consistenti. E’ fondamentale offrire una risorsa attraverso un’unica URL per evitare duplicazioni inutili di download e chiamate inutili e ripetute alle risorse.
Minimizza l’HTML (Minify HTML). Comprimendo il codice HTML, compreso il codice JavaScript e CSS contenuto, salverete tanti bytes di dati ed aumenterete la velocità di download, il parsing, ed il tempo d’esecuzione.
Ottimizza l’ordine dei fogli di stile e degli script. Ordinando correttamente i fogli di stile esterni e gli script nella pagina migliorerete la parallelizzazione dei download e aumenterete la velocità di rendering del browser.
Specificate una validazione della cache. Specificando una validità della cache – tipo Last-Modified o ETag header – vi assicurerete che la validità delle risorse in cache sia determinata.
Minimizza i css. Comprimendo il codice CSS salverete tanti bytes di dati ed aumenterete la velocità di download, il parsing, e migliorerete il tempo d’esecuzione.
Specificare subito il Charset. Specificare un set di caratteri subito nei propri documenti HTML consente al browser di iniziare ad eseguire gli script immediatamente.
Specificare un header “vary accept encoding”. Le risorse comprimibili e pubblicamente memorizzabili nella cache devono avere un’intestazione “Vary: Accept-Encoding”. Istruirete in tal modo i server proxy ad avere due versioni della risorsa: una compressa ed una non evitando questioni con i proxy pubblici che non individuano la presenza di un header Content-Encoding in modo preciso.
Velocizzare il caricamento delle risorse. Potrete migliorare il caricamento di una pagina rendendo disponibili le risorse statiche da più sottodomini attraverso un sistema conosciuto come “fake CDN” dove CDN è l’acronimo di “content delivery network” rete di distribuzione del contenuto. Un browser può scaricare in parallelo fino a due risorse per hostname. Aumentando il numero di hostname aumenteranno anche le risorse che simultaneamente il browser può scaricare. Attenzione a non duplicare i contenuti per cui ogni sottodominio deve fornire una sola risorsa statica.
Una volta eseguiti tutti questi passaggi, conoscerete i punti di forza e di debolezza del vostro sito o del sito del vostro concorrente e dovreste essere in grado di competere per le prime posizioni.
Se avete delle osservazioni o consigli potete commentare.
Volunia – il motore di ricerca sociale italiano
Come per ogni nuovo progetto sul web, se ne parla molto sui mass media: Volunia (www.volunia.com), il nuovo motore di ricerca tutto italiano che vorrebbe innovare la nostra esperienza di ricerca (e non solo) sul web.
Nato da un’idea di Massimo Marchiori, professore associato presso l’Università di Padova e conosciuto per aver ideato l’Hyper Search, (“un motore di ricerca che basava i risultati non soltanto sui punteggi delle singole pagine, ma anche sulla relazione che lega la singola pagina col resto del web”), studi che sono poi stati incorporati nell’algoritmo di Google del PageRank.
Ho testato Volunia e voglio riportare le mie prime impressioni. Ricordo che il motore di ricerca è ancora agli albori e al momento non è pubblico; per provarlo bisogna registrarsi sul sito e aspettare di essere selezionati come power user.
Volunia è stato creato dal Professor Marchiori e da un team di appassionati e ricercatori italiani; è un progetto che è nato circa 3 anni e che adesso ha deciso di mostrarsi al pubblico.
Sensazione ai primi secondi: poca chiarezza.
Non appena ho aperto Volunia la mia prima sensazione è stata di poca chiarezza.
Forse Google ci ha abituati tutti a un aspetto snello e chiaro del motore di ricerca, con pochissime cose che appaiono sullo schermo. Secondo me Volunia presenta troppi elementi sullo schermo. Non è chiaro cosa cliccare prima… vediamo brevemente le funzioni più importanti.
La barra posizionata in alto consente all’utente un accesso ai contenuti principali del sito. Potremo creare una mappa del sito, avere accesso ai media quali foto video o documenti, condividere la pagina e vedere chi in quel momento è sullo stesso sito. Alla seconda barra potremo interagire con i visitatori del sito; dunque potremo vedere e conversare con con chi sta visualizzando il sito in quel momento, fare nuove amicizie e discutere dei contenuti del sito.
Sensazione ai primi 2 minuti: parliamo della grafica.
Dopo i primi minuti ci abituiamo già all’interfaccia e cominciamo a cercare qualcosa on line. Ma cominciamo a pensare sul perché la grafica sia così spartana.
E’ come fare tornare ai primi siti di dieci di anni fa quando internet era agli albori. Non sono un grafico e non mi permetto di commentare troppo sullo stile, sui colori o sulle immagini. Ma riesce veramente difficile dare un commento positivo su tutta l’interfaccia grafica.
Provo a visitare il corriere della sera. Anche qui vedo chi al momento è presente sul sito, posso interagire con questi utenti, conversare con loro, aggiungerli agli amici ed altro. Praticamente, un motore di ricerca travestito da social network, che dovrebbe farci conoscere nuova gente con i nostri stessi interessi (che visita i nostri stessi siti). Possiamo addirittura vedere chi ha visitato la pagina prima di noi. Comunque, i troppi elementi di Volunia occupano una buona parte dello schermo; anche chiudendo la sidebar con la chat le due barre in alto occupano considerevolmente lo spazio a disposizione del sito.
Torno indietro e vado alla ricerca. Stiamo sempre parlando di un motore di ricerca e che vorrebbe fare concorrenza a Google. Ma di capacità di ricerca ne vedo poche…i risultati sono davvero scarsi.
Provando a cercare il nome di questo blog il sito non appare neanche in prima pagina!…Ci sono davvero pochi commenti da fare. E non è un problema di questo blog, molti, troppi siti web non sono indicizzati o sono indicizzati molto male..
Ho letto diverse recensioni di Volunia che dicono che è presto per dare un giudizio visto che il sito non è ancora stato aperto al pubblico…non concordo.
Un nuovo progetto, soprattutto se di questa portata (un motore di ricerca internazionale che vorrebbe una fetta degli utenti di Google) dovrebbe avere almeno delle solide basi, a me è venuta invece solo la voglia uscire dal sito.
Il vero potenziale che intravedo in Volunia è la possibilità di interagire con i visitatori del sito, di allacciare nuovi contatti tra gli utenti ma non basta questo per far migrare gli utenti verso un nuovo motore di ricerca.
Bing sbarca anche su iPhone, per cercare di sottrarre a Google un’altra fetta di utenti.
Bing, il buon motore di ricerca di casa Microsoft rilasciato da qualche mese, dopo essersi guadagnato una buona fetta di utenti, grazie alla sua praticità di utilizzo e alle sue funzioni, sbarca anche su iPhone, per cercare di sottrarre a Google un’altra fetta di utenti.
Il nuovo motore di ricerca, come potete vedere in queste prime immagini, è sicuramente ben strutturato e ha le caratteristiche del motore di casa Google. Con questo motore è possibile cercare documenti, mappe, immagini, video, notizie e moltissimo altro! Essendo un nuovo browser ha ancora qualche piccolo bug, quindi non preoccupatevi se si blocca all’improvviso, questi piccoli difetti sono normali, ma verranno sicuramente sistemate molto presto.
Sicuramente il rilascio di questo nuovo programma per iPhone renderà un po’ più difficile la vita a Google, che dovrà fronteggiare anche sul dispositivo di casa Apple, per il quale ha comunque sviluppato prodotti eccellenti come le Google News iPhone, un avversario che conosce ormai bene.
Ce la farà secondo voi Bing per iPhone ad imporsi su Google? Io penso che sia una sfida avvincente.
Yahoo e Microsoft stanno portando avanti con degli accordi di tipo commerciale per concorrere con Google.
Da molto tempo Yahoo e Microsoft stanno portando avanti con degli accordi di tipo commerciale e di marketing. Successivamente all’accordo con il quale Microsoft riprende le ricerche di Yahoo in cambio di una percentuale della somma di denaro ricavata dalla pubblicità, ora possiamo definitivamente salutare il suo motore di ricerca.
Questo accordo non vuol dire che Yahoo scomparirà, ma che il portale web includerà i servizi di ricerca di Bing, mettendo da parte il suo motore di ricerca. In questo modo, con l’accordo Microsoft Yahoo, le due aziende traggono vantaggio dal fatto che Yahoo non investe più in infrastrutture e nello sviluppo del motore ma può concentrarsi soltanto sui contenuti aziendali, fornendo anche un valore aggiunto alla pagina di Microsoft, creando maggiore concorrenza a Google.
Ora staremo vedere che cosa accadrà in futuro e come Google risponderà. La cosa più interessante è quella di vedere se Bing riuscirà in questo modo a far concorrenza a Google, magari supportata dalla forza di Yahoo!
Bing, Google e Yahoo tutti e tre i motori di ricerca fusi in uno soltanto, facile con FusionSearch.

FusionSearch è un nuovissimo portale che nasce con l’obiettivo di fondere i risultati di ricerca ottenuti dai giganti dei motori di ricerca: Google, Yahoo e Bing , i tre motori di ricerca più famosi ed utilizzati dagli utenti del web. Sicuramente un bel risparmio di tempo per gli appassionati delle ricerche su internet.
Da un punto di vista tecnico, il servizio di ricerca sfrutta la tecnologia pre-caching per poter raggiungere la massima velocità durante il passaggio tra le diverse pagine. Viene utilizzata inoltre la tecnologia AJAX per rendere il servizio più stabile ed affidabile.
Da sottolineare inoltre che FusionSearch, preleva le informazioni direttamente alla fonte, e quindi dagli indici Google, Yahoo e Bing senza intermediazioni, aumentando notevolmente la velocità di risposta.
Non occorre nessuna registrazione e i risultati sono proposti in maniera immediata ed ordinata, citando, ovviamente, la fonte da cui sono stati prelevati.
Che dire, se avete necessità di effettuare ricerche a tappeto sul web ed in modo rapido ed efficace, questo servizio è altamente consigliato.
Google il gigante dei motori di ricerca adesso va più veloce, molto più completo e preciso: ecco a voi il progetto “Caffeine”.
La caffeina per Google, non per svegliarlo, anzi, ma renderlo ancora più veloce. Il più grande e affidabile motore di ricerca del mondo web ha annunciato sul suo blog di lavorare su un progetto per migliorare le sue già eccellenti performance.
Si chiama Caffeine e rende Google più veloce, più completo e preciso, con risposte dettagliate. Il colosso americano ci stava lavorando in gran segreto da molto tempo, ma adesso è uscito allo scoperto anche per consentire agli utenti di commentare e dare consigli, e perchè no, indicare eventuali migliorie.
La voglia di migliorarsi continuamente fa già parte della mentalità googleiana, ma è ovvio che sia stata stimolata dalla nascita di Bing il motore di ricerca ideato dall’altro colosso Microsoft.
Cosa dire, non vediamo l’ora di vedere all’opera il nuovissimo motore targato Google.
Vediamo insieme un plugin per Firefox, utile per effettuare ricerche su più motori di ricerca, facile con Unified Search.

Attualmente in rete esistono tanti motori di ricerca, comunque la lotta rimane tra colossi come google, yahoo e bing, quest’ultimo ha sconvolto il mondo dei motori di ricerca, infatti la concorrenza si è scatenata alla ricerca del miglior servizio possibile.
Però l’utente non riesce a capire qualse sia il miglior motore, di conseguenza potrebbe avere delle difficoltà a comprendere le potenzialità, i pregi ed i difetti di ogni motore di ricerca.
Una soluzione ottimale sarebbe quella di poter effettuare una ricerca contemporaneamente su ogni motore, oppure per gli utilizzatori di firefox c’è la possibilità di installare il plugin di cui vi parlo, basterà cliccare su un pulsante per iniziare ricerche in qualsiasi motore di ricerca che desideriamo, inoltre potremo, suddividendo la pagina, paragonare i risultati di google e dagli altri motori.
Il plugin si chiama Unified Search, e lo troviamo a questa pagina.
Per scaricarlo clicchiamo sul pulsante verde ed appena scaricato avviamolo per installarlo, al termine vedremo, posizionati in alto, dei pulsanti, ed ognuno corrisponde ad un motore di ricerca. Quando effettuiamo una ricerca vedremo da un lato i risultati di google, e dall’altro quelli di bing, per cambiare motore è sufficiente cliccare su uno dei pulsanti in alto.
Se qualcuno dei motori di ricerca non ci interessa lo possiamo disattivare utlizzando le opzioni, e quindi togliendo il segno di spunta al relativo motore da eliminare.
Gli utili servizi di Google integrati nel browser Firefox.

GButts è un add-on gratuita per il browser Mozilla Firefox che aggiunge, nella barra applicazioni a destra del box dove inseriamo l’indirizzo internet, un menu a tendina che elenca le funzioni principali di Google: Google Mail, Blogger, Gooble Books, Google Maps, Google Notebook, Google Reader, Google Scholar, Google Voice e molto altro.
Il servizio è totalmente personalizzabile e possiamo scegliere quali servizi includere nella lista, anche in base all enostre esigenze.
Inoltre, GButts ci consente di scegliere fra due diverse opzioni estetiche: la prima è un pulsante che attiva un menu a tendina che comprende la lista. L’altro metodo inserisce tutti i servizi nella barra applicazione, scelta consigliabile solo se abbiamo selezionato poche opzioni tra quelle disponibili, altrimenti si genera confusione.
Utility semplice da installare che completa ancora di più, il già completissimo browser Mozzilla Firefox.
Utile e consigliato a tutti coloro che fanno un uso frequente degli utilissimi servizi offerti da Google.
BING: il motore di ricerca Microsoft.
Finalmente Bing, il nuovo motore di ricerca di Microsoft è ufficialmente online ed è disponibile per l’utilizzo da parte di noi internauti.

Bing quindi sostituirà MSN Live Search, l’obsoleto motore di ricerca inferiore a Google e Yahoo!
Delude anche questo atteso Bing, nonostante la grafica gradevole e l’interfaccia semplice , per precisione di risultati deve migliorare prima di essere paragonato a Google.
Provate anche voi a effettuare qualche ricerca con Bing e scrivete le vostre impressioni nei commenti!
Link: Microsoft Bing






